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Marina di Andora in camper: weekend tra mare, storia e sorprese lungo il Merula



🚐“Andöa: se ti a serchi ti nu a trövi”, dice un vecchio proverbio locale. Più o meno significa: Andora, se la cerchi non la trovi. Un modo curioso per raccontare una cittadina che, almeno a prima vista, sembra vivere soprattutto di mare, spiagge e passeggiate. Basta però allontanarsi di poco dal lungomare per scoprire una storia fatta di castelli, antichi borghi, esploratori e piccoli angoli di natura.

Per questo weekend lungo abbiamo scelto ancora una volta il camper, fermandoci all’area sosta Flipper, una base comoda per lasciare il mezzo e iniziare a girare Andora con calma.

Niente programmi troppo rigidi. L’idea era quella che piace a noi: arrivare, sistemare il camper e poi vedere dove ci avrebbe portato la giornata.

Non soltanto mare



Andora è una località balneare, naturalmente, ma sarebbe un peccato considerarla soltanto una destinazione estiva.

La cittadina si trova tra Capo Mele e Capo Cervo, mentre alle sue spalle si apre la Val Merula, fatta di uliveti, sentieri, borgate e strade che salgono verso l’entroterra. Qui si può passare dalla spiaggia ai percorsi nel verde in pochissimo tempo, praticando trekking, mountain bike e diversi sport legati al mare. Dal porto partono anche escursioni dedicate all’avvistamento dei cetacei.

È proprio questo contrasto a renderla interessante: davanti hai il mare, ma appena ti giri iniziano le colline.

Una passeggiata lungo il Merula


Uno dei luoghi che ci ha incuriosito maggiormente è la zona del torrente Merula.

Lungo il torrente e nel vicino parco si può passeggiare tranquillamente, lontano dal traffico e a pochi passi dal centro. Guardando con un po’ di attenzione nell’acqua, abbiamo visto anche le tartarughe: ferme al sole oppure quasi nascoste vicino alle sponde.

Sono quei piccoli incontri che magari non compaiono nelle guide turistiche, ma che alla fine ti rimangono impressi.

Verso la foce si trova anche l’Oasi del Merula, una piccola zona umida inserita nel centro abitato. Nonostante le dimensioni ridotte, ospita canneti, pesci, anfibi e numerose specie di uccelli migratori e nidificanti. Il Comune segnala più di cinquanta specie avvistate, tra cui aironi, martin pescatori, germani reali e cavalieri d’Italia.

Non serve organizzare una vera escursione: basta rallentare, guardarsi intorno e lasciare per qualche minuto il rumore della cittadina alle spalle.

Salendo verso il Borgo Castello


Dalla parte moderna di Andora ci siamo spostati verso il suo nucleo più antico: il Borgo Castello, costruito in posizione dominante sulla valle e sulla costa.

Il complesso fortificato risale al XII secolo, quando i marchesi di Clavesana riorganizzarono il sistema difensivo del territorio. Qui si trovano i resti del Castello, la porta-torre, il Paraxo – l’antica dimora legata al potere feudale – e la Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo, uno degli edifici romanici più importanti della zona.

La posizione non era stata scelta per caso. Da quassù era possibile controllare la costa, la valle e le antiche vie di comunicazione. Oggi non bisogna più preoccuparsi di invasioni o attacchi dal mare, ma il panorama continua a spiegare perfettamente l’importanza strategica del luogo.

Quando siamo arrivati, però, abbiamo trovato diversi lavori di restauro e riqualificazione.

Il borgo è infatti interessato da un importante progetto di recupero del patrimonio storico. Una buona notizia per il futuro, anche se durante la nostra visita alcune parti non erano facilmente raggiungibili.

Alla ricerca delle Pietre di Luna

Tra le cose che volevamo vedere c’erano soprattutto le Pietre di Luna.

Non si tratta di pietre preziose e neppure di qualcosa arrivato dallo spazio. È un breve percorso poetico realizzato lungo il ciottolato che conduce alla Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo. Versi e pensieri, famosi e meno conosciuti, sono incisi su lastre di ardesia inserite nel muro che accompagna il sentiero.

Noi, probabilmente anche a causa dei lavori in corso, non siamo riusciti a trovarle.

Abbiamo cercato, girato un po’ tra le parti accessibili e osservato il borgo da diverse angolazioni, ma delle Pietre di Luna nessuna traccia.

Pazienza. Nei viaggi veri non sempre tutto va secondo programma e, alla fine, anche questa diventa una piccola storia da raccontare. Vorrà dire che avremo una scusa per tornare quando i lavori saranno terminati.

Palazzo Tagliaferro


Ritornando verso la parte moderna di Andora siamo passati davanti a Palazzo Tagliaferro, che durante la nostra visita abbiamo osservato soltanto esternamente.

Il palazzo ha l’aspetto delle dimore nobiliari di fine Settecento, ma nel tempo ha avuto molte vite diverse. Nel 1932 passò al Comune di Milano e venne trasformato in colonia; dal 1960 al 1975 fu utilizzato come scuola media e successivamente attraversò un lungo periodo di abbandono e degrado. Dopo il restauro è stato riaperto al pubblico nel 2009 ed è diventato il principale polo culturale di Andora.

Oggi ospita spazi dedicati all’arte contemporanea e il Museo Mineralogico Luciano Dabroi, nato da una collezione di oltre cinquemila esemplari donati al Comune. Tra quarzi, minerali provenienti da varie parti del mondo e campioni liguri, è considerato uno dei musei mineralogici più importanti d’Europa.

Anche in questo caso ci siamo limitati all’esterno, ma abbiamo aggiunto un altro punto alla lista delle cose da vedere con più calma la prossima volta.

L’esploratore che trovò qui il suo paradiso

Tra le storie più particolari legate ad Andora c’è quella di Thor Heyerdahl, l’esploratore norvegese diventato celebre per la spedizione del Kon-Tiki.

Heyerdahl scelse il piccolo borgo di Colla Micheri, sulle colline tra Andora e Laigueglia, come luogo in cui vivere. Secondo il racconto conservato nel museo a lui dedicato, considerava questo angolo di Liguria una specie di paradiso terrestre e sognava di riunirvi personalità provenienti da tutto il mondo per parlare di pace, ambiente e cooperazione.

Non male per un piccolo borgo ligure fatto di pietra, vicoli e silenzio.

Il nostro weekend ad Andora

Andora ci ha sorpresi perché non ha cercato di mostrarsi tutta insieme.

Abbiamo trovato il mare e la passeggiata, ma anche un torrente abitato da tartarughe e uccelli. Abbiamo raggiunto un castello in ristrutturazione senza riuscire a vedere le Pietre di Luna, scoperto un ponte romano che in realtà è medievale e osservato dall’esterno un palazzo passato dall’essere dimora nobiliare a colonia, scuola e infine centro culturale.

Non abbiamo visto tutto e forse è proprio questo il bello.

Il camper ci permette anche di viaggiare così: senza dover completare una lista, lasciando qualcosa per una prossima volta. Perché un luogo non si misura soltanto da quante attrazioni siamo riusciti a visitare, ma anche dalla voglia che ci lascia di ritornare.

Andora è stata una semplice fuga di pochi giorni, ma tra mare, storia e natura si è trasformata in un weekend molto più ricco di quanto ci aspettassimo.


Cosa fare nei dintorni ?

Andora è diventata anche un buon punto di partenza per pedalare verso il Golfo Dianese. La ciclabile recupera il tracciato della vecchia ferrovia e procede quasi pianeggiante, attraversando gallerie e tratti affacciati sul mare.

Gite comode in bicicletta

Le distanze sono indicative e possono cambiare leggermente in base al punto esatto da cui si entra sulla ciclabile:

  • Cervo: circa 4–5 km. 
  • San Bartolomeo al Mare: circa 6–7 km.
  • Diano Marina: circa 8–10 km, con un percorso facile e quasi privo di dislivello.
  • Imperia: circa 20 km, adatta a una gita più lunga, calcolando una quarantina di chilometri tra andata e ritorno.

Dal 2026 i nuovi collegamenti hanno permesso di unire Andora, Cervo, San Bartolomeo, Diano Marina e Imperia alla Ciclovia Riviera dei Fiori, creando un lungo percorso costiero lontano dal traffico. Le fonti turistiche indicano circa 7–10 km per il collegamento Andora–Diano Marina e circa 45 km complessivi di ciclovia tra Andora e Ospedaletti.

Cervo è probabilmente la meta più adatta anche per una pedalata breve. Si lascia Andora, si segue il vecchio tracciato ferroviario e poco dopo compare il borgo arroccato sopra il mare. Diano Marina richiede qualche chilometro in più, ma il percorso rimane semplice e permette di attraversare quasi tutto il Golfo Dianese senza affrontare salite impegnative.

Gite comode con autobus o treno

Per raggiungere le località verso Savona conviene spesso lasciare la bicicletta al camper e utilizzare autobus o treno. Il tratto costiero verso Laigueglia passa infatti da Capo Mele e non è interamente protetto da una pista ciclabile separata.

Laigueglia dista circa 6 km ed è raggiungibile in autobus in approssimativamente 8–12 minuti. È perfetta per una passeggiata tra caruggi, piazzette e case affacciate direttamente sulla spiaggia.

Alassio si raggiunge con il treno diretto dalla stazione di Andora in circa 7–10 minuti; in autobus il viaggio richiede indicativamente 15–20 minuti. Una volta arrivati si può percorrere il Budello, vedere il celebre Muretto e continuare fino al porticciolo.

Albenga richiede circa 16–17 minuti di treno diretto. Vale la visita per il centro storico, le torri medievali, il battistero e le stradine raccolte all’interno delle antiche mura.

Anche verso ponente esistono collegamenti pubblici comodi: Cervo si raggiunge in autobus in circa 10 minuti, mentre per Diano Marina il tempo a bordo è indicativamente di 15 minuti. Sono alternative utili quando non si vuole pedalare oppure quando il tempo non invita a prendere la bicicletta.

I tempi indicati sono quelli approssimativi trascorsi sul mezzo. Bisogna aggiungere la passeggiata dall’Area Flipper alla fermata o alla stazione e l’eventuale attesa. Orari e frequenze possono cambiare tra estate, inverno e giorni festivi, quindi conviene controllarli poco prima della partenza.

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